L’accordo di Parigi e i suoi riscontri attuali

Le nuove frontiere per valorizzare l'energia pulitaBuongiorno a tutti i Ricicloti,
oggi vogliamo affrontare un tema di grande attualità per il futuro ambientale: parliamo dell’Accordo di Parigi e della sua situazione attuale.
Il 12 Dicembre del 2015, al calar della sera, dopo 12 giorni di negoziati a Le Bourget, in Francia, è stato adottato un documento il cui cuore riguarda il problema dei cambiamenti climatici. I vertici si sono resi conto che la problematica ambientale non poteva più essere messa da parte. Il Cambiamento Climatico è divenuto col passare degli anni una minaccia sempre più reale e urgente per l’intero pianeta. Si è convenuto che tutti i paesi avrebbero dovuto collaborare per un obiettivo comune: la salvaguardia del pianeta attraverso la riduzione delle missioni di gas che causano l’effetto serra. 196 paesi hanno deciso di adottare il suddetto accordo e attualmente è il corso la ratifica dello stesso per poter entrare ufficialmente in vigore nel 2020.

 Per entrare nel dettaglio, vediamo cosa prevede l’accordo: •    Un aumento della temperatura limitato e non superiore ai due gradi centigradi.
•    Un processo di revisione e controllo ogni cinque anni.
•    Fondi a favore dell’energia pulita per contribuire alla decarbonizzazione dell’economia.
•    Rimborsi ai paesi più esposti ai cambiamenti climatici per affrontare le perdite finanziarie. Anche se ci sono state molte critiche da parte degli ambientalisti per i tempi troppo lunghi di attuazione, uno dei veri problemi rimane la “decarbonizzazione” dell’economia e chi la favorisce. L’accordo non ha previsto una vera e propria data entro la quale adottare delle soluzioni alternative, così i produttori di petrolio e gas hanno mantenuto i loro poteri intatti, ritardando ancor più la realizzazione dei piani.
A distanza di quasi due anni dall’adozione dell’accordo uno dei più influenti paesi al mondo, gli USA minacciano di venirne meno in favore dell’indipendenza economica. Gli Stati Uniti si trovano, così al centro di numerosi dibattiti tra chi favorisce la Green Economy e chi vuole continuare autonomamente alla vecchia maniera.
Il cambiamento, nonostante le decisioni ai vertici, è comunque alle porte e la voce di chi come noi vuole fare la differenza si fa sentire chiaramente; un esempio è rappresentato dalle lettere che alcune tra le più grandi aziende americane hanno inviato al neo eletto presidente affinché l’Accordo di Parigi non venga disatteso.
La richiesta è molto chiara: “Vogliamo che l’economia degli Stati Uniti sia energicamente efficiente e alimentata da energia a basso tenore di carbonio”; 360 circa sono le aziende che hanno sottoscritto la lettera tra cui figurano Mars, Kellogs, Starbucks e Levis. L’entrata in vigore dell’Accordo si prevede formalizzata tramite la ratifica e l’accettazione di almeno 55 paesi che hanno preso parte ai negoziati e con la sensibilizzazione delle imprese alla Green Economy e la spinta verso la creazione di Smart Cities: tuttavia presto o tardi la decarbonizzazione dovrà obbligatoriamente venir formalizzata perché esiste un bene comune che si chiama pianeta Terra.

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